CARLOPOLI - Nei giorni scorsi, presso l'anfiteatro cittadino, si è svolta la manifestazione organizzata dall'Associazione culturale Albatros, riguardante la figura e l'opera di Giuseppina Mazzei Gigliotti, pittrice carlopolese scomparsa nel 2003.
La suggestiva cerimonia si è praticamente svolta nel cuore del centro storico, dove Giuseppina visse gran parte della propria vita nel calore delle antiche "rughe" ove l'esistenza era caratterizzata da una profonda umanità di rapporti e di relazioni sociali. Di questo se ne è avuta una tangibile testimonianza dalla presenza di tante donne, compagne di giochi e sorelle di vita dell'artista che per lungo tempo hanno condiviso con lei giornata di sole e lunghe serate invernali.
La manifestazione ha avuto inizio con la presentazione della presidentessa dell'Associazione, Angelina Pettinato che ha tracciato il profilo umano e artistico della pittrice sviscerando un articolo di Cosimo Buono, nel quale ripercorreva la storia artistica della pittrice pubblicato su "Calabria Letteraria" nel 2005. Dopo la lettura di alcuni suggestivi versi inerenti il tema della natura, sempre privileggiata dall'artista nella sua piena armonia degli acquerelli, si alternavano nella disamina la giovane e brava dicitrice Valeria Bonacci e Adele Talarico nella lettura di una poesia vernacolare di Antonietta Tomaino, ispirata da una tempera di Giuseppina.
Si è poi conseguenzialmente passati alle relazioni artistiche in generale, chiedendosi e chiedendo se l'arte sia innata o si manifesti stimolata da particolari esperienze visto il caso della pittura di un'artista speciale come Giuseppina Mazzei il cui estro si è manifestato quasi a ottanta anni con una espressione artistica di rilievo.
Di per contro, la relazione di Angela Tomaino, insegnante di materie artistiche; ha colto gli aspetti pittorici e ispiratori dell'arte figurativa, mettendo sopratutto in risalto la scelta dei colori operata dall'artista: scelta che privileggia i toni delicati capaci di suscitare serenità d'animo in chi guarda, colori rubati alla tavolozza dell'infinita bellezza cromatica della sua terra.
Un particolare ricordo di Giuseppina è stato tracciato dalla signora Cesarina Gentile, vicina di casa per decenni della pittrice, un ricordo denso di nostalgia che ha prodotto notevole emozione nei presenti.
Ha concluso l'incontro il giovane Andrea Caligiuri, autore di un libro fotografico su Carlopoli, il quale ha operato una breve comparazione tra le immagini pittoriche della Mazzei e le sua fotografie affermando la comune sensibilità riguardante i paesaggi e una sorta di pudore verso le figure umane. Singolare l'attenzione dimostrata dal giovane per un'autrice tanto lontana nel tempo e nelle sensibilità artistiche, ma che dimostra l'universalità dell'arte capace di varcare le generazioni. |