Giuseppina Mazzei nacque a Carlopoli il 24 novembre 1913, qui frequentò la scuola dell'obbligo, pur nelle ristrettezze sociali e culturali dell'epoca, manifestando sin dall'ora una particolare propensione al disegno e all'arte figurativa, già a scuola il suo maestro la impegnava in gare di disegno dove lei emergeva sempre.

    A causa della prematura scomparsa del padre, avvenuta nel 1935, la giovane Giuseppina affinò le sue capacità creative mossa dal bisogno economico, ricamando e creando artisticamente manufatti per corredi nuziali e soprattutto per paramenti sacri, con elaborazioni del tutto personali.

    Sposò Giuseppe Gigliotti, con il quale aveva condiviso le stesse classi della scuola elementare di Carlopoli, nel periodo più caldo della seconda guerra mondiale nel 1942, quando il suo promesso sposo, ottenne un permesso speciale dall'autorità militare del tempo. Da questo matrimonio nacquero i figli: Maria, Raffaella, Paolo e Salvatore.

     Nei tempi difficili e generalmente segnati da ristrettezze economiche della Seconda Guerra Mondiale e della successiva ricostruzione, Giuseppina non poteva permettersi di sottrarsi nè di distrarsi dalle sue responsabilità di moglie e di madre per dedicarsi all'arte, verso cui si sentiva fortemente attratta.
Il suo estro artistico si manifestò nella produzione pittorica all'età di quasi ottant'anni, quasi per caso, dopo una visita ad una galleria del cosentino, nella quale si esponevano i policromi paesaggi di Michele Cascella.
 La sua immaginazione e la sua creatività furono irresistibilmente stimolate, così prese in mano dei pennelli e cominciò a dipingere, scoprendo e usando la tecnica della tempera e dell'acquerello.

    I suoi quadri sono pervasi da una significativa vitalità che si caratterizza nella semplicità dei toni e dei colori, raccontando molto del suo carattere, forte e gioiso. La sua pricipale fonte d'ispirazione fu il suo paese, la sua terra, che nei quadri appare sotto una luce inconsueta ed attraente: evocando, con amore, vicende vissute di una civiltà di pastori e contadini ormai scomparsa.

    Durante la sua giovinezza, quando l'attività prevalente di questa terra era la pastorizia, era consuetudine per le famiglie carlopolesi trascorrere parte dell'Inverno e della Primavera nelle marine di Catanzaro per seguire la transumanza, anche Giuseppina si spostava insieme alla sua famiglia.

     Questa esperienza ha completato la tavolozza dei paesaggi calabresi della Mazzei, aggiungendo ai colori della montagna, la gamma delle sfumature cromatiche della costa jonica, dall'azzurrino, al verde, ai riflessi argentati delle foglie d'ulivo.

    Come ogni artista, Giuseppina era dotata di un animo sensibile, riusciva ad emozionarsi anche all'immagine di un semplice fiore di campo esclamando nell'idioma carlopolese:"Grandizza 'e Dio!".
Amava molto la natura, restava incantata ad ammirare la straordinaria bellezza degli alberi, l'azzuro del cielo oppure il misterioso fascino della neve, quel "cavaliere bianco", come lei soleva chiamarlo, che d'inverno copriva la Sila con il suo candido manto, trasformando il paesaggio in un mondo di fiaba.

    Nel 1992 fu invitata dalla Professoressa Lauretta Astorino, che la cita anche nel suo libro "Carlopoli" - Calabria Letteraria Editrice - 1992, a partecipare con alcuni suoi lavori alla Prima Mostra di artigianato carlopolese tenutasi tra il 16 ed il 21 agosto. In seguito ha partecipato con altre opere: alla Mostra di pittura "arte grafico-pittorica nel tempo" dal 21/5 al 4/6 1994 presso la Biblioteca Comunale di Carlopoli; alla Mostra pro missione Africa nell'agosto del 1994 presso la Parrocchia San Carlo Borromeo di Panettieri (CS); alla Prima Estemporanea di pittura organizzata dal Comune di Carlopoli il 12 e 13 agosto 1998. L'opera "I pioppi" della Mazzei è attualmente esposta nella Sala Consiliare del Comune di Carlopoli.

    Nonostante i seri problemi di salute che l'afflissero negli ultimi anni di vita, era sempre molto curata, sobria ed elegante nei modi e nel vestire; accogliente e sorridente, era pervarsa da una serenità contagiosa e dotata di una spiccata capacità comunicativa.


    Serenamente, lasciò questa terra l'8 Marzo 2003, regalando a noi come eredità il suo amore, la sua sensibilità, la sua fede, la sua grande gentilezza e forza d'animo. Queste le qualità che l'hanno distinta e aiutata ad andare avanti sopratutto nei momenti più difficili, senza mai scoraggiarsi, vivendo la vita in pieno, fino all'ultimo respiro, così come deve essere vissuta. Anche prendendo in mano dei pennelli e cominciando a dipingere all'età di 80 anni.
 
Eventi
 
Biografia
 
Photogallery Opere
 
Recensioni
 
Photogallery
 
Video
 
Links
 
Il suo Paese
 
Contatti
 
Contatti
 


Statistiche Complete
 
 
Ultimo Aggiornamento:
27/11/2015
   
© Giuseppina Mazzei 2010-2011 Vietata la riproduzione dei contenuti